Edoardo De Candia

Amo. Odio. Oro

AMO. ODIO. ORO

A venticinque anni dalla morte di Edoardo De Candia, nostro compagno di strada e maestro di vita, la scorsa estate abbiamo avuto il piacere di curare il progetto di comunicazione, l'allestimento della mostra a lui dedicata e il progetto grafico del catalogo di cui vi facciamo assaporare alcune pagine.

La retrospettiva, allestita da giugno a novembre nel Complesso Monumentale di San Francesco Della Scarpa di Lecce, curata da Brizia Minerva e Lorenzo Madaro e con eventi collaterali curati da Mauro Marino, è stata promossa e finanziata dalla Regione Puglia (Fondo Speciale per la Cultura e il Patrimonio culturale), in collaborazione con la Provincia di Lecce, il Teatro Pubblico Pugliese, l’Istituto Culture Mediterranee, il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano - Lecce.

AMO. ODIO. ORO è l’urlo che ci ha lasciato un artista controverso, discusso, giudicato, travisato, che nella sua città d’origine vedeva una gabbia mortale. Ma “il cavaliere senza terra”, come lo definiva l’amico Antonio Verri, amava profondamente le sue strade al punto da ‘camminarle’ per giorni, mesi interi: l’attesa all’uscita delle scuole per riempire di caramelle le tasche dei bambini, la processione dei Bar, le lunghe passeggiate a San Cataldo, i bagni invernali, l’odore dei pini, degli eucalipti, del rosmarino, del mirto. Per molti Edoardo De Candia era lo scemo del villaggio, per altri, da Ercole Pignatelli a Tonino Caputo, Ugo Tapparini, Carmelo Bene, Rina Durante, era il Matisse salentino.

Progetto grafico del catalogo, allestimento della mostra, sito web

www.edoardodecandia.it

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