Storie di plastica

La storia di Anacleta, lo spazzino-poeta

C’era una volta il mare azzurro e spensierato pieno di vita e incontaminato. Ma dalla Terra l’uomo che non ama la Natura l’ha visto solo come una grande spazzatura.
Vicino alla spiaggia vive Anacleta che di lavoro fa lo spazzino-poeta. È un tipo un po’ strano e un po’ rotondo. La sua missione è pulire il mondo…

 

 

L’idea del laboratorio Storie di plastica nasce da una suggestione. Un aula/laboratorio con dodici banchi quadrati immaginati come tanti moduli che si prestano a composizioni differenti a seconda del tipo di attività da svolgere.
Così la scelta dell’inizio del laboratorio ricade sul banco, il piano di lavoro dove si accende l’immaginazione del ragazzo e dove attraverso le tecniche di rappresentazione l’idea prende forma.
Il banco diventa così il luogo della narrazione. Dodici quadrati per dodici colori. Partendo dal colore ogni gruppo è invitato a creare un 'ambiente cromatico' all'interno del quale si snoderà il racconto fatto di parole, immagini, suoni, movimenti e suggestioni.
Durante la compilazione del diario di borbo dal racconto di un’alunna è emersa una riflessione da cui è scaturito il tema del racconto che abbiamo chiamato ‘Storie di plastica’.
“Abbiamo fatto una gara a chi raccoglieva più pezzi del colore del proprio cartellone. Poi li abbiamo attaccati sul cartone. Quintali e quintali di carta!
Quando ce ne siamo andati per terra c’era un porcile. La stanza sembrava una discarica.
Adesso so come si sente il nostro pianeta.”
La riflessione sulla responsabilità di ognuno e il peso delle nostre azioni nella salvaguardia del pianeta è stato oggetto di discussione ed ha determinato la scelta di lavorare sul tema del riciclo.
Così gli oggetti di plastica, bottiglie, flaconi, tappi, contenitori vari, sono stati utilizzati per inventare dei personaggi e le loro storie. Ogni gruppo è stato invitato a presentare il proprio progetto di realizzazione del personaggio che doveva essere associato ad un ambiente cromatico da utilizzare come sfondo su cui si animava la scena.
Con questo tipo di attività abbiamo voluto stimolare la creatività dei ragazzi attraverso l’utilizzo di oggetti di uso quotidiano e di tecniche di composizione alla portata di tutti. Abbiamo voluto far sperimentare le potenzialità espressive del colore e del segno grafico e stimolare le capacità immaginative per la rappresentazione di concetti, paesaggi, personaggi, identità, espressioni, umori.
Per quanto riguarda la storia abbiamo scelto di rappresentarla attraverso la tecnica di animazione video chiamata ‘stop motion’ checi ha permesso di animare gli oggetti e di dare vita a un racconto divertente ma con un messaggio ambientalista.
Storie di plastica racconta la ‘trasformazione’ degli oggetti-spazzatura ritrovati sulla spiaggia. Una trasformazione che avviene prima di tutto attraverso l’immaginazione del protagonista della storia. Anacleta, l’unico personaggio in carne e ossa del cortometraggio interpretato da uno dei ragazzi, è uno spazzino-poeta. È una sorta di eroe moderno che usa la sua fantasia per creare mondi e personaggi con cui giocare e ha come missione personale quella di pulire le spiagge dove il mare riversa la plastica e altra spazzatura abbandonata dall’uomo.
Il filmato contiene un foto racconto del laboratorio, il back stage, per sottolineare l’importanza del processo che sta dietro la realizzazione di un ‘prodotto scolastico’ e per comunicare l’entusiasmo e la meraviglia della scoperta che si può generare al’interno di un laboratorio creativo.


SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO “A. GALATEO” LECCE
PON FSE C1 Annualità 2010/2011
GIOCANDO CON  LE  PAROLE   
ESPERTI: Andrea Scorrano, Francesco Maggiore • TUTOR: Beatrice Chiantera

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